Mindfulness: cos'è e come la spiego a bambini e giovani adulti

La consapevolezza è diventata una parola molto di moda che viene usata per descrivere di tutto, dagli esercizi di yoga alla colorazione dei mandala. Tutto vero, per carità, la consapevolezza è una pratica che va esercitata, ma può essere difficile trovare il modo di coltivare le capacità di consapevolezza nelle nostre vite quotidiane e per lunghi periodi, soprattutto in quelle dei nostri bambini.

Jon Kabat-Zinn, pioniere dell’applicazione terapeutica della mindfulness, la definisce come “la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza, momento per momento” (Kabat-Zinn 2003).

Questo invece, il modo in cui prova a spiegarla più semplicemente a bambini e giovani adulti. 

Come spiego la consapevolezza ai bambini:

La consapevolezza è semplicemente...  notare cosa sta succedendo in questo momento. Chiedo ai bambini di fare attenzione a come si sente il loro corpo, a ciò che vedono, annusano e gustano. Faccio notare loro anche se stanno provando qualche tipo di emozione, un senso di oppressione da qualche parte, o una buona sensazione.

La consapevolezza – dico - è accorgerti cosa fa la tua mente quando inizi a notare queste esperienze.

Naturalmente è il gioco la chiave con cui aprire queste porte. Ci sono moltissimi giochi che utilizzo con i bambini per catturare la loro attenzione e suscitare la curiosità di scoprire cosa significa essere consapevoli. Grazie al gioco, la pratica della mindfulness si è dimostrata molto efficace nella riduzione dell’ansia, ma anche dell’iperattività e degli schemi ripetitivi tipici dell’autismo. I bambini usano l’immaginazione, il respiro, la concentrazione, la memoria per imparare a scoprire il mondo dentro e fuori loro stessi. E i benefici sono moltissimi, non soltanto nell’immediato presente ma anche nella loro vita da adulti.

Come spiego la consapevolezza agli adolescenti:

Quando affronto la pratica della consapevolezza con i giovani adulti espando la spiegazione che faccio ai bambini aggiungendo un dettaglio: senza giudizio.

La consapevolezza consiste nel prestare attenzione in un modo particolare, di proposito, al momento presente e senza giudizio.

La parte del non giudizio significa contemplare l’esperienza senza considerarla come buona o cattiva. La maggior parte degli adolescenti affronta forti turbamenti e le capacità di consapevolezza possono davvero fare la differenza: non vengono travolti dalle loro emozioni ma imparano ad affrontare le esperienze positive e negative con più calma e prendendo decisioni migliori, rispondendo in un modo più intelligente alle sfide della vita, senza ferire i propri sentimenti o quelli degli altri. 

La consapevolezza cambia la nostra relazione con le emozioni, i pensieri e il dialogo interiore negativo. Ci insegna a non credere a ogni pensiero che abbiamo, o ad essere abbattuti così spesso dalle nostre emozioni. 

Man mano che quest’approccio diventa naturale si crea nei ragazzi un maggiore equilibrio emotivo, che si traduce in una serie di vantaggi che migliorano la loro quotidianità e la qualità della loro vita.

Nel nostro studio di psicologia infantile e dell’età evolutiva a Bologna utilizziamo con grande favore questa tecnica, che è poi millenaria, ottenendo ottimi risultati su bambini e adolescenti che hanno bisogno di ritrovare il proprio equilibrio psico-fisico.

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